
Bioshock
Software House: 2K Boston & Australia/2K Games
Data: 16/10/2007
Autore: lvkam72
Coinvolgimento. Immersione (nel caso in questione il termine è quanto mai appropriato...). Sensazione di esserci, di vivere qualcosa.
Ricorrente ammirazione del bello, della cura, della perizia, di quella rara e riuscita alchimia di competenze, intuizioni, abilità che consentono di non usare a sproprosito il termine arte.
E' difficile affrontare il compito di recensire un gioco come Bioshock attraverso un approccio classico, o da bravo redattore, che impone, probabilmente, di sintetizzare la storia, descrivere gli aspetti tecnici, sottolineare i pro ma anche la mancanze della giocabilità e di quant'altro sia analiticamente associabile ad un videogioco.
Un modo più appropriato è affermare che Bioshock è un'esperienza che merita di essere vissuta.
Certo, questa sintesi deriva, con tutta probabilità, dalla valutazione inconscia che un giocatore fa degli aspetti tecnici, di quelli di giocabilità, della qualità della storia raccontata.
Ma non sempre è semplice spiegare nei dettagli perché la somma dei singoli elementi è superiore al totale aritmetico degli stessi.
Se vi piace trascorrere ore con la convincente sensazione di vivere una storia che merita di essere indagata e dischiusa, immersi in un'ambientazione assolutamente credibile e coerente, completamente a proprio agio con le operazioni da svolgere, incomprensibilmente dedicati a scoprire cosa mai si celi in qualsiasi angolo di qualsiasi ambientazione, nemmeno necessaria per proseguire nel gioco, andate a COMPRARE, di corsa, Bioshock.
Chi è capace di creare un gioco del genere merita di essere sostenuto e remunerato.
Qualcuno dirà, a ragione, che il gioco NON è PERFETTO, che ad esempio ci sono evidenti difetti in quanto a eccessiva linearità e ripetitività di alcuni sotto-giochi, che alcuni nemici ripetano all'infinito le stesse litanie.
Ma le opere dell'ingegno umano non ambiscono alla perfezione: ci accontentiamo che sia possibile chiamarle arte.
Ricorrente ammirazione del bello, della cura, della perizia, di quella rara e riuscita alchimia di competenze, intuizioni, abilità che consentono di non usare a sproprosito il termine arte.
E' difficile affrontare il compito di recensire un gioco come Bioshock attraverso un approccio classico, o da bravo redattore, che impone, probabilmente, di sintetizzare la storia, descrivere gli aspetti tecnici, sottolineare i pro ma anche la mancanze della giocabilità e di quant'altro sia analiticamente associabile ad un videogioco.
Un modo più appropriato è affermare che Bioshock è un'esperienza che merita di essere vissuta.
Certo, questa sintesi deriva, con tutta probabilità, dalla valutazione inconscia che un giocatore fa degli aspetti tecnici, di quelli di giocabilità, della qualità della storia raccontata.
Ma non sempre è semplice spiegare nei dettagli perché la somma dei singoli elementi è superiore al totale aritmetico degli stessi.
Se vi piace trascorrere ore con la convincente sensazione di vivere una storia che merita di essere indagata e dischiusa, immersi in un'ambientazione assolutamente credibile e coerente, completamente a proprio agio con le operazioni da svolgere, incomprensibilmente dedicati a scoprire cosa mai si celi in qualsiasi angolo di qualsiasi ambientazione, nemmeno necessaria per proseguire nel gioco, andate a COMPRARE, di corsa, Bioshock.
Chi è capace di creare un gioco del genere merita di essere sostenuto e remunerato.
Qualcuno dirà, a ragione, che il gioco NON è PERFETTO, che ad esempio ci sono evidenti difetti in quanto a eccessiva linearità e ripetitività di alcuni sotto-giochi, che alcuni nemici ripetano all'infinito le stesse litanie.
Ma le opere dell'ingegno umano non ambiscono alla perfezione: ci accontentiamo che sia possibile chiamarle arte.
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