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Cast: Tom Cruise, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Terence Stamp
Distribuzione: 01 Distribution
Voto: 80
Spesso si tende a stigmatizzare il trattamento che il cinema americano effettua su fatti storici avvenuti in Europa, accusandolo di eccessiva spettacolarizzazione a fini commerciali, col conseguente allontanamento dalla realtà storica. Ma quando si parla di film e non di documentari il rischio è sempre incombente.
Si dovrebbe per questo smettere di raccontare fatti della storia recente? Mai, perché anzi questi “trattamenti” spettacolarizzati, se compiuti con rispetto, possono avvicinare all'argomento un pubblico ben più vasto, come si era già detto riguardo Defiance, film anch'esso rispettoso di una realtà storica enfatizzata per motivi di audience.
Trattandosi poi di un film fortemente voluto da Tom Cruise, attore osteggiato in patria in molti ambienti, in Europa forse più sbeffeggiato che altro per le sue scelte religiose, le polemiche sono state da subito inevitabili.
Peccato, perché invece Operazione Valchiria è un bel film di stampo tradizionale, ben interpretato e ben diretto, con una valida drammatizzazione di eventi storici, ai più poco noti.

Il Colonnello Claus Von Stauffenberg era un militare in carriera di origine aristocratica, sinceramente devoto al proprio paese, cui aveva giurato fedeltà, ma fortemente critico nei confronti dell'operato di Hitler. Nel 1943, a 36 anni, rientrato in patria dalla campagna d'Africa mutilato (privo dell'occhio e della mano destra e di alcune dita della sinistra), dopo aver sperimentato di persona la parabola discendente e autodistruttiva che stava conducendo il Terzo Reich alla rovina, per evitare la catastrofe totale al suo paese aveva deciso di associarsi ad uno dei gruppi di ufficiali che sapeva avversi al Führer. Contro Hitler numerosi erano stati gli attentati, tutti falliti, tutti tenuti segreti, per non intaccare il carisma del dittatore. Von Stauffenberg convinse gli alti ufficiali coinvolti dell'importanza di adottare un piano valido per impossessarsi del paese nella fase seguente all'assassinio del dittatore, per evitare che i suoi fedelissimi se ne impadronissero a loro volta, vanificando l'azione.

Dopo l'attentato, del quale si sarebbe materialmente incaricato lo stesso Von Stauffenberg, si sarebbe fatto ricorso a Walküre, un piano che regolamentava l'impiego dell'esercito della Riserva, volgendolo con dei sotterfugi a proprio favore. I congiurati erano ben consci delle conseguenze che avrebbero subito in caso di fallimento, famiglie comprese. Tutto era ben organizzato e, il 20 luglio del 1944, le persone giuste erano pronte ai posti giusti per cambiare il destino del mondo. Ma il destino fa sempre come vuole lui e, come sappiamo, le cose andarono molto diversamente. Circa 200 persone vennero impiccate (alcune esecuzioni furono eseguite in giornata), 700 arrestate perché direttamente coinvolte e 5000 arrestate nell’agosto del 1944. Le famiglie furono deportate. Le esecuzioni di coloro che presero parte al complotto continuarono fino agli ultimi giorni della guerra. Operazione Valchiria è un thriller storico ben costruito, che, nonostante la fine sia nota, riesce ad appassionare e coinvolgere lo spettatore con un crescendo di suspance ben congegnato, nella descrizione concitata e angosciosa dell'esecuzione del piano, e con la sua amara conclusione.

Non a caso, la sceneggiatura del film vede fra i suoi responsabili Christopher McQuarrie, già autore dei I soliti sospetti. Ben descritto, anche se con pochi cenni, il rapporto fra Von Stauffenberg e la moglie, che gli sopravvisse insieme ai suoi cinque figli (uno nacque dopo la sua morte), deceduta a 92 anni nel 2006. Tom Cruise interpreta con sobria ma toccante intensità il suo personaggio e le puntuali critiche nei suoi confronti sono veramente pretestuose. Ci sembra che anche gli eredi di Von Stauffenberg potrebbero ritenersi soddisfatti, oltre a quanti, fra i tedeschi, non aderirono al regime nazista. Ottimo, ancora per intensità e sobrietà, tutto il resto del cast, che vede attori del calibro di Kenneth Branagh, Tom Wilkinson, Terence Stamp, Bill Nighy, Thomas Kretschmann a fianco dei meno noti Jamie Parker (di provenienza teatrale) e Carice van Houten (protagonista in Black Box).

Essenziale la regia di Bryan Singer, che aveva già compiuto un paio di incursioni in quell'epoca, con il film L'allievo e con la scena nel campo di concentramento di X Men, così come efficace è tutta la ricostruzione del momento storico, grazie alla fotografia di Newton Thomas Sigel ed a scenografia, costumi e commento musicale. Ci auguriamo che siano parecchi i ragazzi che andranno al cinema attratti dal nome del divo, apprendendo così una storia che la scuola si è ben guardata dall'illustrargli, dato che da sempre i programmi si fermano prima della Seconda Guerra Mondiale (o nel migliore dei casi ci passano velocissimi), confidando che l'informazione su un periodo di tale importanza per gli attuali assetti del mondo avvenga, chissà, per passa-parola (meno male che almeno oggi abbiamo internet, per maggiori informazioni). Solo nove settimane dopo Hitler si suicidò. Nel frattempo c'era stato lo sbarco in Normandia, l'Europa era stata devastata, le città bombardate massicciamente, erano morti milioni di soldati e civili ed i campi di concentramento avevano lavorato a regime forzato. A riflettere a posteriori su certi avvenimenti della storia, ci si chiede spesso Dio da che parte stia.



